La settimana scorsa vi avevamo assicurato una recensione sul browser maxthon 3 in questo articolo.

Bene, stiamo ancora testando il browser quindi per i risultati pazientate un’altra settimana, ma intanto possiamo pubblicare questo breve articolo. Infatti Maxthon si mostra interessante già al primo sguardo.

Osserviamo la schermata che il browser ci propone aprendo una nuova scheda: possiamo suddividerla in 10 parti.

1 – Lo smile blu in alto a sinistra apre il menù principale del browser; tramite esso è esguibile qualsiasi funzionalità del browser, dall’aprire una nuova scheda alla gestione dei preferiti o alle configurazioni avanzate.

2 – Questa particolare barra laterale rende disponibili in maniera rapidi alcuni strumenti come “i Preferiti” oppure un pratico blocco note (chiamato skyNote). E’ possibile chiuderla con un click sulla freccetta in basso a destra.

3 – I classici comandi “avanti, indietro, aggiorna, home” sono accompagnati da altri due pulsanti, pensati appositamente per il tabbed browsing. La freccia curva rivolta indietro apre l’ultima scheda chiusa. L’orolozio stilizzato permette di accedere alla lista delle utlime 20 schede chiuse.

4 – Il piccolo fulmine situato accanto alla barra degli indirizzi del browser permette di cambiare la modalità di navigazione del browser, passando all “modalità retro“.

5 – In alto a sinistra sono affiancati due pulsanti che a dire il vero non hanno nulla in cumune. La feccia rivolta verso il basso con sopra un trattino serve a gestire le schede aperte nell’istanza corrente del browser. L’icona della maglietta permette di modificare la “skin” (l’aspetto grafico) del browser. (Riporto un sito dove sono disponibili numerose skin)

6 – Al disotto dei pulsanti per chiudere ridurre o ingrandire la finestra troviamo alcuni strumenti avanzati; il Magic Fill, il Cattura Schermo ed il Traduttore sono raggiungibili dirattamente mediante 3 apposite icone. Accanto a queste è situata una doppia freccetta con la quale si visualizzano altri strumenti.

7 – Maxthon ci da la possibilità di modificare una generica nuova pagina e le sue funzionalità. Tramite il pulsante “opzioni” si può, ad esempio, modificarne lo sfondo.

8 – immancabile una barra di ricerca powered by google.

9 – il browser ci propone due pagine in cui sono linkati siti famosi così da poterli raggiungere con un click. Si può passare da una pagina all’atra mediante i pulsanti 1-2-3 riportati nella parte bassa del centro della schermata. La terza pagina inoltre è disponibile per inserire link a nostro piacimento.

10 –  in basso a destra è visualizzato il nostro indirizzo IP pubblico (con la possibilità di visualizzare anche quello privato. Accanto le icone dell’altoparlante e della lente regolano il volume e lo zoom del browser.

Ecco come si presenta  Maxthon 3 ad un primo sguardo. Se browser come Chrome o Firefox hanno progressivamente semplificato i contenuti delle loro pagine fino a ridurre le icone ai soli (o quasi) comandi “avanti, indietro, aggiorna” si può dire che Maxthon ci riserva qualche possibilità in più. La pagina può risultare così un pò appesantia… ma chi può dire quale sia l’equilibrio giusto? Personalmente non trovo per nulla fastidiosi questi comandi anzi mi sto abituando ad usarli per velocizzare la mia navigazione!

N.B: una differente skin applicata al browser potrebbe varire un pò il suo aspetto grafico, ma in linea di massima la struttura generale di una nuova scheda di maxthon è quella descritta.

Questo è tutto per il momento, a presto… con i risultati del test sul browser.
Alessandro Raso.

 

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